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Ti spiego la legge e tu difendi i tuoi diritti – Le Istituzioni e le grandi aziende sono le più sicure.
- Sicurezza
- Antincendio
- PEE (Piano Emergenza Evacuazione)
Sicurezza
Il tema della Sicurezza all’interno dell’ambiente di lavoro abbraccia diversi temi; fondamentalmente l’implementazione della sicurezza che troviamo nei luoghi di lavoro poggia su due punti differenti:
- Cultura della Sicurezza, che richiede investimenti per diffondere la consapevolezza della sicurezza a tutto il personale; il fine è far agire il personale non singolarmente ma come team cosi da originare più coesione, maggiore fiducia e partecipazione;
- Azione Reattiva, la risposta agli incidenti è affidata alla conoscenza individuale senza alcun riferimento a procedure e scarsi investimenti nella formazione;
- Comportamento, l’approccio a risolvere eventuali situazioni di potenziale pericolo, l’identificarsi in un team, sono elementi che responsabilizzano i lavoratori alla protezione reciproca riducendo le situazioni di pericolo.
- Procedure, molte aziende richiedono di leggerle prima di fare qualsiasi cosa; in questo modo di il lavoratore ha indicazioni precise prima di fare qualsiasi cosa;
La Sicurezza funziona quando è sostenuta dalla formazione costante aperta a tutti i livelli. Nella Sicurezza le competenze da acquisire sono trasversali, quindi per una buona efficacia si deve favorire l’azione in team.
Lavoratori – Gruppo – Ambiente
Ruoli
- Ruoli della Sicurezza della Scuola:
- DS (Dirigente Scolastico) responsabile di redigere e far applicare tutte le procedure della sicurezza;
- RSPP (Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione) addetto responsabile della sicurezza degli ambienti di lavoro;
- MC (Medico Competente) valuta con visite periodiche la salute dei lavoratori redigendo una relazione di idoneità di ogni lavoratore;
- Preposto, da indicazioni per la sicurezza ai Lavoratori del proprio settore in modo da eliminare episodi di pericolo;
- AAI (Addetto Antincendio) personale con la formazione antincendio;
- APS (Addetto Primo Soccorso) personale con la formazione al primo soccorso;
- RLS (Rappresentante Lavoro e Sicurezza)
- TSL (Tutor Scuola Lavoro), referente scolastico per l’attività di Alternanza Scuola Lavoro degli studenti;
Comportamento
Il comportamento adottato ci porta verso l’infortunio, secondo la formula:
Comportamento = Percezione del Rischio + Propensione al Rischio
La Percezione del Rischio è la stima soggettiva ed istintiva del pericolo; componente problematica del giovane.
La Propensione del Rischio è l’inclinazione personale ad accettare il rischio; componente problematica dell’anziano.
Il comportamento Individuale e del Gruppo. Sicurezza sul Lavoro art. 20 D.Lgs. 81/08: definisce gli obblighi dei lavoratori, i quali devono prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella dei colleghi.
Alcuni ambienti di lavoro prevedono la lettura di Procedure per fornire indicazioni precise prima di fare qualsiasi cosa.
La sicurezza si accresce alimentando il comportamento dei lavoratori che permettono di accrescere:
- Relazioni umane, rafforzare le relazioni con i colleghi: scambio di idee e solidarizzare;
- Fiducia, accrescere la fiducia reciproca in modo che la sicurezza non venga acquisita come azione individuale bensì come azione in team;
- Consapevolezza, essere istruiti nel rilevare potenziali pericoli e sulle norme della sicurezza attraverso corsi di formazione;
- Coinvolgimento, assumere atteggiamenti propositivi non ignorando situazioni di potenziale pericolo, bensì contribuendo alla risoluzione;
- Eccellenza, è l’obiettivo alla quale l’Azienda tende se i lavoratori prendono seriamente i punti precedenti;
Ambiente
Protezione attiva e passiva
Livello protezione e rischio
- L1 basso tasso di infiammabilità garantisce bassa propagazione al più limitata;
- L2 rischi medi di incendi dove le sostanze infiammabili possono propagare l’incendio, cmq propagazione limitata
- L3 altamente rischiose dove è possibile lo sviluppo dell’incendio con propagazione altamente probabile
Differenza tra pericolo e rischio:
- Il rischio è sempre visibile, mentre il pericolo non lo è;
- Il pericolo potrebbe essere un macchinario che mal manovrato potrebbe essere portato all’incendio;
- Il pericolo è la fonte di danno alla persona, il rischio è la probabilità che il danno si verifica;
La dinamica del fuoco è alimentato da tre componenti: combustibile comburente e sorgente di innesco. Realizzanta per fenomini fisiche chimiche e meccaniche;
L’incendio può avere classe di fuoco
Classe di fuoco A solido
Classe di fuoco B liquido
Classe di fuoco C gassoso
Classe di fuoco D metalli
Classe di fuoco F olii
Sorgenti di innesco:
- Accezione diretta, elettrodomestico la spina, pericolosa in quanto più vicino al pericolo;
- Accezione indiretta, elettrodomestico il pulsante, carcassa metallica, pericolo in quanto non direttamente visibili – meno pericolosa rispetto al precedente in quando più distanti;
- Attrito,
- sfrigolio,
- accensioni spontanee per autocombustione, fermentazione e
campo di infiammabilità
un combustibile dare origine ad un incendio se miscelato con l’ossigeno,
auto accensione: comburente + combustibile (senza innesco) in un campo di grano i raggi solare flettono sul campo di grano e innescano l’incendio. comburente venticello
auto combustione: combustione spontanea che inizia lentamente a bruciare, ossidazione e fermentazione richiede i tre elementi comburente + combustibile + es. in un luogo incendio dovuto a una sigaretta o riscaldamento spontaneo, ci vuole più tempo.
potere calorifero
PEE
Il PEE (Piano di Emergenza ed Evacuazione) o Piano di Evacuazione Scolastica, è il documento operativo obbligatorio per legge e redatto dal Dirigente Scolastico che stabilisce le procedure e i comportamenti da adottare per abbandonare in sicurezza l’istituto in caso di emergenza: incendio, terremoto, ecc.
I punti chiave del piano comprendono:
- Segnale di allarme: un suono continuo prolungato emesso dalle sirene o dai campanelli della scuola.
- Vie di fuga e planimetrie: percorsi prestabiliti e indicati da frecce verdi, esposti in ogni aula e corridoio tramite apposite planimetrie.
- Punti di raccolta: un’area esterna, sicura e predefinita, dove tutti gli occupanti devono recarsi per l’appello
La normativa prevede l’effettuazione di almeno n°4 prove di evacuazione all’anno (n°2 generiche e n°2 antincendio), fondamentali per verificare la corretta applicazione delle procedure, come descritto nelle guide sulla sicurezza disponibili sul portale del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Le n. 2 prove di evacuazione antincendio devono essere:
- una programmata informando l’utenza ed il personale mezzo circolare della data scelta;
- una non programmata quindi senza preavviso;
Dalle esperienze in diversi contesti, emerge come le prove di evacuazione non programmate mettono in risalto deficienze nelle procedure.
Comportamento durante l’emergenza
- Mantenere la calma: non correre e non spingere.
- Abbandonare il materiale: lasciare banchi e zaini in classe.
- Mettersi in fila: disporsi in fila indiana e seguire le indicazioni del docente o del personale preposto.
- Raggiungere il punto di raccolta: camminare seguendo le vie di fuga designate fino ad arrivare allo spazio esterno di sicurezza.
Le figure di riferimento
- Coordinatore dell’emergenza: generalmente il docente in classe, che dirige l’evacuazione degli alunni.
- Apripista: i due studenti che aprono la fila, guidando il gruppo verso l’uscita.
- Chiudi fila: uno studente (o il docente stesso) che controlla che nessuno sia rimasto indietro, chiudendo la fila.
- Addetti alle emergenze: personale formato (addetti antincendio e primo soccorso) incaricato di controllare i piani, aiutare le persone con esigenze speciali e supportare i soccorritori.
