Cappero (botanica)
Il cappero è un arbusto perenne dal portamento ricadente o prostrato, appartenente alla famiglia delle Capparidaceae. I suoi rami, lunghi e flessibili, possono raggiungere anche un metro di lunghezza e generalmente sono provvisti di piccole spine uncinate (da qui il nome spinosa). Le foglie sono piccole, carnose, rotondeggianti e lucide, di un bel colore verde scuro.
I fiori, che sbocciano tra maggio e settembre, sono spettacolari: grandi, bianchi o rosacei, con lunghi stami violacei che sporgono. Il frutto è una capsula oblunga, chiamata cucuncio che, a maturità, si apre rivelando i semi.
Habitat e adattamento
In natura, il cappero è un tipico rappresentante della macchia mediterranea. Cresce spontaneamente su scogliere a picco sul mare, muri a secco, rupi e terreni pietrosi, spesso in condizioni apparentemente estreme. La sua caratteristica distintiva è la resistenza alla siccità e alla salinità: sopporta benissimo i venti carichi di salsedine e le alte temperature estive. È una pianta eliofila, che ama cioè la luce solare diretta per molte ore al giorno.
Il suo segreto è un apparato radicale profondo e robusto, che gli permette di attingere umidità negli strati più interni del terreno.
Coltivazione
Per coltivarlo con successo, devi ricreare il più possibile il suo habitat naturale.
Esposizione
Pieno sole assoluto. Meno sole riceve, minore sarà la produzione di fiori (e quindi di capperi).
Clima
Predilige climi miti e caldi. Resiste al freddo fino a circa -5°C / -8°C, ma se le temperature scendono sotto lo zero per periodi prolungati, la parte aerea può seccare (anche se spesso il ceppo sotterraneo sopravvive e rigetta in primavera).
Piantumazione
È perfetta per muri, scarpate, bordure soleggiate o grandi vasi. Se la metti a terra, assicurati che il colletto (il punto d’incontro tra radici e fusto) sia leggermente rialzato rispetto al piano del terreno per evitare marciumi.
Tipo di terra (Substrato)
Il terreno è forse il segreto principale della coltivazione del cappero: Struttura: Deve essere estremamente drenante. Il cappero odia i ristagni idrici. L’ideale è un terreno sabbioso, povero, ghiaioso o addirittura calcareo.
pH
Predilige terreni da neutri a leggermente alcalini tra 7 pH e 8,5 pH .
Concimazione
Attenzione: un terreno troppo ricco di sostanza organica o fertilizzanti azotati stimola la crescita di foglie e rami a discapito dei boccioli fiorali. In primavera, puoi somministrare un leggero concime per piante da fiore, ma molto diluito e povero di azoto.
Irrigazione (Fabbisogno idrico)
Questo è il punto in cui molti commettono errori: Regola d’oro: Bagnare poco e raramente. È una pianta xerofila (che ama l’aridità).
Frequenza: Annaffia solo quando il terreno è completamente asciutto in profondità. In piena estate, se il vaso è piccolo, potresti dover bagnare una volta a settimana; se è in piena terra, spesso l’acqua piovana è sufficiente. Attenzione: L’eccesso d’acqua è la causa di morte più frequente. È meglio sbagliare per difetto che per eccesso. Durante l’inverno, se piove regolarmente, sospendi del tutto le annaffiature.
Malattie (Patologie fungine e fisiologiche)
Grazie alla sua robustezza, il cappero è poco soggetto a malattie, ma i problemi arrivano quasi sempre dall’acqua:
- Marciume radicale e collare (Phytophthora e Fusarium): Sono le patologie più temibili. Il fusto alla base imbrunisce e la pianta appassisce. Non c’è cura; si previene solo con un drenaggio perfetto e bagnando il giusto.
- Oidio (Mal bianco): In estate, se la pianta è in una zona poco ventilata, può comparire una patina bianca e polverosa sulle foglie. Si cura con prodotti a base di zolfo o bicarbonato di potassio, ma spesso basta arieggiare la pianta e evitare di bagnare il fogliame.
Insetti (Parassiti animali)
Anche per gli insetti, il cappero è una pianta molto “tosta”, ma può essere attaccata da:
- Afidi: In primavera, possono colonizzare i germogli più teneri. Si combattono facilmente con sapone molle di potassio o con l’ausilio di insetti utili come le coccinelle (da attirare con piante aromatiche vicine).
- Cocciniglia farinosa: Si presenta come piccoli batuffoli di cotone bianco sull’ascella delle foglie. Si rimuove con un batuffolo imbevuto di alcol oppure con olio bianco (da usare in primavera o autunno, mai con il caldo).
- Mosca delle olive (Bactrocera oleae) è l’unico vero “nemico” da tenere d’occhio, che può pungere i frutti (cucunci) per deporre le uova. Se non usi insetticidi chimici, puoi proteggere i frutti con trappole a feromoni per la cattura massiva dei maschi.
