Pianta del Limone
La pianta può superare i 3 metri di altezza,
Le radici affondano per ….
Da un punto di vista botanico, il limone (Citrus Limon) è un ibrido tra il cedro (Citrus Medica) e il lime (Citrus Aurantifolia).
Il termine “femminello“, riferito al limone, denota principalmente la sua straordinaria fertilità e produttività. Questa caratteristica è così distintiva da dare il nome a un’intera famiglia di varietà, la più diffusa e rappresentativa in Italia: nel dettaglio signigica:
- Elevata capacità di fioritura**: La pianta è in grado di produrre più ondate di fiori all’anno. Alcune fonti parlano di **tre fioriture** per il limone di Siracusa, altre di ben **cinque fioriture annuali**.
* **Produzione scalare di frutti**: Queste fioriture multiple danno origine a diversi “tipi” di limoni, che si raccolgono in periodi differenti dell’anno. Ad esempio, dal “Femminello Siracusano” derivano:
* Il **Primofiore** (invernale, raccolto da ottobre ad aprile).
* Il **Bianchetto** (primaverile-estivo, raccolto da marzo a giugno).
* Il **Verdello** (estivo, raccolto da luglio a ottobre).
### Una Famiglia di Varietà
“Femminello” non indica una singola pianta, ma un gruppo di cultivar (varietà coltivate) molto importanti in Italia. Si tratta di una “cultivar-popolazione”, il che significa che nel tempo si sono selezionati molti cloni diversi, ognuno con le proprie caratteristiche (come la resistenza a malattie o la qualità del frutto).
Alcuni esempi di limoni a marchio IGP che appartengono a questa famiglia sono:
* **Limone Femminello del Gargano** (Puglia)
* **Limone di Siracusa IGP**
* **Limone dell’Etna IGP**
Varietà
Nei secoli attraverso i processi di evoluzione naturale ed attraverso processi di mutazione indotta con i raggi gamma sono state create innumerevoli varietà di alberi di limone, le più diffuse sono:
- Femminello Comune,
- Femminello Siracusano,
- Femminello Continella,
- Femminello Bianco Zagara o Femminello Fior d’Arancio,
- Caviale
Terreno
Gli agrumi prediligono il terreno sciolto o di medio impasto, profondo, fertile, ben drenato in quanto non tollerano i ristagni idrici, ben dotato di sostanza organica e con pH compreso tra 5,0 e 7,5, ossia leggermente acido.
Sono inadatti i terreni troppo argillosi, calcarei e salsi, ovvero che contengono una quantità di sodio disponibile per i vegetali troppo elevata per consentirne una buona crescita.
Acqua
Concime
Malattie
Il limone Le malattie delle piante … affrontate in modo generico
Tristezza
La Tristezza è la più grave malattia che colpisce il Limone, causata dal Citrus Tristeza Virus, virus della tristezza.
Il nome della malattia deriva dal lento decorso della malattia che si manifesta in tutta la pianta ingiallendo gradualmente tutte le foglie.
Sintomi: Si manifesta in modo particolarmente vigoroso nei confronti di Piante Innestate. I sintomi non sono specifici ma seguono una evoluzione che può essere riassunta in ordine:
- Ingiallimento di tutta la pianta;
- In singoli rami più esterni Caduta delle foglie e disseccamento;
- Vistoso ingrossamento del fusto, nella parte sopra l’innesto;
- Diffusione a tutta la pianta della caduta delle foglie e disseccamento;
- Floema, Imbrunimento dei tessuti interni della zona di innesto;
- Morte della pianta;
Sistemica: I sintomi sono dovuti all’azione del virus nella sede d’innesto, che altera il “risucchio” di nutrienti e acqua da parte della pianta, e nello stesso modo il passaggio di nutrimento verso l’apparato radicale.
Trasmissione: In contagio delle piante avviene attraverso la propagazione del virus tramite i componenti vegetali infetti, attrezzi da taglio non disinfettati, gli insetti come l’Afide Verde.
Cura: Una propria e vera cura non esiste, ma si può agire esclusivamente con l’obiettivo di limitare il contagio isolando la diffusione del virus; pertanto è necessario eradicare la pianta e disinfettare con calce il terreno lasciandolo riposare per alcuni mesi.
Prevenzione: per evirare il radicamento e la diffusione della malattia, bisogna:
- Scegliere combinazioni di Porta Innesto e Marza, resistenti alla malattia indicare il portainnesto e marza validi;
- Eliminare gli Afidi vettori di Tristeza Virus come l’Afide del Limone (Aphis citricola) e l’Afide verde del Pesco (Myzus persicae);
- Eliminare le fonti di contagio bruciando tutte le piante infette e disinfettando gli attrezzi;
Piticchia
La Piticchia del Limone è causata dal Batterio Pseudomonas syringae (Van Hall, 1904), è tra le malattie più comuni della pianta di limone. Si manifesta soprattutto alla fine dell’inverno, sui rametti ancora giovani e verdi e sui frutti.
Sintomi: I rami, nei punti di attacco delle foglie, hanno delle tacche necrotiche, brune e depresse, presenti anche sui piccioli fogliari. Dalle tacche fuoriesce una goccia di gomma. Nei casi più gravi, l’infezione si estende a tutta la circonferenza del ramo.
Le foglie appassiscono e si seccano, sui limoni compaiono delle tacche bruno scure dette “piticchie” La grandezza delle tacche varia dai 10 ai 20 mm di diametro, nei casi più gravi, esce anche un essudato batterico. Il frutto è ancora commestibile ma perde di qualità.
Sistemica: Il Batterio Pseudomonas syringae sverna su tessuti vegetali infetti come regioni di necrosi o gommosi (linfa che trasuda dalle ferite sull’albero) ma può anche svernare in tessuti vegetali dall’aspetto sano. In primavera, l’acqua della pioggia o di irrigazione attiverà i batteri su foglie/fiori dove crescerà e sopravviverà per tutta l’estate. Questa è la fase epifita del ciclo vitale del Batterio in cui si moltiplicherà e si diffonderà ma non causerà una malattia. Una volta che entra nella pianta attraverso gli stomi di una foglia o macchie necrotiche su foglie o tessuto legnoso, inizierà la malattia. L’agente patogeno sfrutterà e crescerà nello spazio intercellulare causando le macchie fogliari e i cancri. Il Batterio può anche sopravvivere a temperature leggermente sotto lo zero. Queste temperature sotto lo zero aumentano la gravità dell’infezione all’interno di alberi come amarena, albicocca e pesca.
Il Pseudomonas syringae produce anche proteine attive di nucleazione del ghiaccio (INA) che causano il congelamento dell’acqua (nelle piante) a temperature piuttosto elevate (da -1,8 a -3,8 ° C (da 28,8 a 25,2 ° F)), con conseguente lesione.
Trasmissione:
Cura: L’azione chimica, si effettua solamente in caso di grave attacco. Consiste nell’eseguire dei trattamenti mensili da ottobre a marzo, tramite prodotti a base di Rame come: Poltiglia bordolese, Idrossi e Ossiclorur.
Prevenzione: concimare in modo equilibrato l’agrumeto, evitando gli eccessi di azoto; distruzione della vegetazione infetta tramite il fuoco; proteggere gli agrumeti dal vento con barriere frangivento.
Marciume del Colletto
Il Marciume del Colletto o Gommosi del limone) è una malattia causata dal funghi del genere Phytophthora come Phytophthora parasitica, Phytophthora cactorum e Phytophthora citrophthora; quest’ultima causa i danni maggiori
Sintomi: particolarmente vigorosa nelle piante innestate su Portainnesti non resistenti. Si manifesta tipicamente nella zona del Colletto, con l’emissione di gomma dalla corteccia. L’evoluzione dei sintomi:
- La parte del Colletto sotterranea marcisce ed è contornata da intensa umidità;
- La Scorza della pianta imbrunisce, necrotizza e si fessura, mentre il legno sottostante è impregnato di gomma;
- Le radici marciscono e si fessurano;
- L’infezione progredisce fino ad estendersi a gran parte della pianta;
- La chioma deperisce e le foglie ingialliscono;
- I rami si seccano;
- I frutti vengono colpiti nel caso di elevata piovosità;
- Quando l’infezione prende tutta la circonferenza della pianta, questa muore;
Sistemica: Sul fusto, nella zona del colletto, il patogeno colpisce la corteccia, che dissecca, si fessura e va incontro a necrosi; il legno sottostante produce gomma, che fuoriesce all’esterno della corteccia raccogliendosi in grumi. Quando la lesione interessa tutta la circonferenza del tronco, la pianta muore.
Sulla corteccia delle grosse radici si formano dei rigonfiamenti e delle tipiche lesioni dette “a occhio di rana” e tra la corteccia e il legno si formano delle sacche di gomma. Sulle piccole radici si ha il disfacimento della corteccia. La chioma delle piante colpite presenta segni di sofferenza, con decolorazione delle foglie e disseccamento dei rametti. Il patogeno colpisce anche i frutti, causando un marciume detto “allupatura”; il frutto diventa molle e si ricopre di una muffa brunastra, emanando un odore di rancido simile a quello del pesce marcio.
Trasmissione:
Cura: Effettuare la scalzatura delle piante infette, togliendo la terra attorno al colletto e applicando poi appositi Anticrittogamici a base di Sali Rameici Neutri o con prodotti sistemici come Propamocarb, Fosetil di Alluminio e Metalaxyl-M. Nei casi più gravi si deve rimuovere la parte malata della corteccia, portando a nudo la parte sana e disinfettare sempre con Anticrittogamici.
Questi prodotti possono essere distribuiti anche al terreno, mediante irrorazioni.
Prevenzione: A livello preventivo, è bene effettuare:
- Una buona sistemazione del terreno, in modo da limitare i ristagni idrici;
- Utilizzare un Portainnesto resistente al marciume come Arancio Amaro Citrus aurantiumo;
- Prima della piantumazione eseguire lo scasso del terreno e migliorare il drenaggio;
- Non utilizzare irrigazioni per aspersione;
- Evitare terreni troppo argillosi
- Evitare la proliferazione di erba degli interfilari.
nome_malattia
Sintomi
Sistemica
Trasmissione
Cura
Prevenzione
Insetti
[Cocciniglia Cotonosa]
Cocciniglia Cotonosa
La Cocciniglia genere genere Planocossus e Pseudococcus
Altre comuni cocciniglie simili, come Icerya e Pulvinaria possono essere predate, ma con minore efficacia.
La coccinella Cryptolaemus Montrouzieri
Potatura
Innesto
